Le Tradizioni
La marca Trevigiana, col suo territorio percorso in ogni senso da numerose vie di comunicazione sia di terra che d´acqua, ha sempre visto il passaggio di viaggiatori, mercanti, artigiani e ambulanti: dalla cerchia alpina scendevano pastori, carbonai, legnaioli, venditori di castagne; dalla Carnia e dal Friuli scendevano seggiolai, arrotini e coltellinai, braccianti agricoli e carrettieri, mentre dai paesi costieri arrivavano pescivendoli, ortolani, renaioli, merciai e pollivendole.
Nelle sagre e nelle fiere, particolarmente frequenti nella Marca gioiosa non mancavano mai i giostrai, i saltimbanchi e i venditori di dolciumi e specialità gastronomiche, come frittelle, "bussolai", frutta caramellata, zucchero filato, "folpi", "bògoi", trippe o caldarroste, tutte pietanze armoniosamente intonate ai cicli stagionali. Nelle piazze e nelle strade cittadine cantori e suonatori ambulanti, cantastorie e burattinai e sfilavano strilloni, vetturali, lattai, facchini e ramai, tutti mestieri che in pochi decenni sono quasi usciti dai nostri panorami per entrare nella memoria collettiva.
Per ricordare queste attività che hanno accompagnato la nostra storia anche recente,
la Pastoria del Borgo Furo ha deciso di riproporle in vario modo: riproducendole dal vivo sulla scena,
traendone ispirazione per balli e canti, raccogliendo una documentazione materiale di attrezzi e
manufatti. Vengono così realizzati prodotti tipici dell´artigianato tradizionale, come
ceste, panieri, zoccoli o nasse che testimoniano l´abilità e l´inventiva degli
abitanti della Marca.
Le stesse attività danno lo spunto per canti e balli festosi: la danza della "polamera" che
riproduce l´atmosfera del mercato, quella del "moleta" e dello spazzacamino che fanno rivivere
i "mestieri che van per via" di zompiniana memoria, quella della "lavanderia" ispirata alle
scenette gioiose che rallegrano la vita paesana e cittadina specchiandosi nelle acque limpide di
tanti fiumi e canali.
Alcune coreografie non riportano in vita soltanto vecchi mestieri ma anche figure fantastiche create dall’immaginario popolare nel corso dei secoli: è il caso della "anguana", la ninfa di acqua dolce che protegge i pescatori e i "paludanti" che un tempo scendevano a tagliare lo strame in laguna e nelle zone paludose; oppure quello del "massariol" il folletto rosso dispettoso che combina scherzi e burle ai cacciatori e agli uccellatori. In tanti anni di ricerca presso la sede della Pastoria del Borgo Furo si è venuta formando una vera e propria raccolta di attrezzi da lavoro, pezzi di artigianato e documentazione visiva delle attività economiche tradizionali che sono disponibili per visite e consultazioni di studiosi ed appassionati.