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Il programma del
Gruppo
Folcloristico
Pastoria del Borgo Furo si articola in due momenti.
Il primo è rivolto
ai veci mestieri. Alcuni personaggi, vestiti in
costume e collocati in un apposito spazio, mostrano come
venivano svolti i "veci mestieri" lungo le rive e nei
dintorni del Fiume Sile.
I
mestieri
LAVANDERA, MOETA, IMPAJA CAREGHE, STAGNIN,
CROMERA, SCOATIN, DONNA DEI CARAMEI, OMO
DEL SUCARO FILATO, DONNA DEI CANDOINI, FIADORA,
SARTORA, DONNA DEI
SCARTOSSI, PESCADOR, POAMERA, SESTER,
RESTELER.
Il secondo momento è rivolto allo spettacolo folcloristico "Nel ricordo
del tempo".
Interpretazione di tradizioni, balli e canti popolari trevigiani.
La Marca
Trevigiana, col suo territorio percorso in ogni senso da
numerose vie di comunicazione sia di terra che d'acqua, ha
sempre visto il passaggio di viaggiatori, mercanti, artigiani e
ambulanti: dalle montagne scendevano pastori, carbonai,
venditori di castagne; dal Friuli scendevano seggiolai, arrotini
e carrettieri; dai paesi costieri arrivavano pescivendoli,
ortolani e pollivendole.
Nelle sagre e
nelle fiere non mancavano mai i venditori di dolciumi come
frittelle, frutta caramellata, zucchero filato e caldarroste.
Per ricordare
questi e altri mestieri ormai scomparsi dalla nostra vita la
Pastoria del Borgo Furo ha deciso di riproporli in vario modo
riproducendoli dal vivo sulla scena traendone ispirazione per
canti e balli festosi: la danza della "poeamera" che rivive
l'atmosfera del mercato, quella del "moeta" e dello
"spazzacamino" che fanno rivivere i "mistieri che van per via"
di zompiniana memoria, quella della "lavandera" ispirata alle
scenette gioiose che rallegravano la vita paesana e cittadina
specchiandosi nelle acque limpide di tanti fiumi e canali,
quello della festa religiosa "El baeo dea festa reigiosa"
ispirato a una tradizione religiosa che si svolgeva nelle
campagne trevigiane.
Alcune
coreografie non riportano in vita soltanto vecchi mestieri ma
anche figure fantastiche create dall'immaginario popolare nel
corso dei secoli: è il caso della "anguana", la ninfa di acqua
dolce che protegge i pescatori e i "paludanti" che un tempo
scendevano a tagliare lo strame nelle zone paludose; oppure
quello del "massarioì" il folletto rosso dispettoso che
combinava scherzi e burle ai cacciatori e agli uccellatori.
Canti e
balli festosi
Canti: LA CAMPAGNOLA, LA BEA TOL SU LA
ROCA, NO VOJO LAVORAR, CIARA STELA, SEMO
QUA DAI TRE LORIENTI, CANTA DI NATALE.

Balli: LAVANDERA, MOETA,
CACCIATORE, FESTA REIGIOSA, PALUDANTI,
POEAMERA, PASTORA, STORIA DEL PAN,
FURLANA, BOTER, LUMIERA, PANEVIN.
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